Escursioni: cosa NON fare

Il 9 agosto 2019 si è verificata una tragedia nel nostro paese, più precisamente nel Golfo di Policastro, Simon Gautier un giovane turista francese di 27 caduto da un dirupo durante un’escursione in solitaria.

Il giovane, dagli esami dell’autopsia, risulta che sia deceduto a causa di fratture esposte e composte ad entrambi gli arti inferiori ed il laceramento di tessuti. L’emorragia avrebbe avuto origine dalla gamba sinistra che presentava rotture dei principali vasi. Gautier, dal momento della caduta, sarebbe rimasto in vita al massimo per 45 minuti.

In questo articolo non si starà ad evidenziare eventuali negligenze ne dell’escursionista ne della macchina dei soccorsi, bensì si cercherà di fare tesoro di un evento che, seppur tragico, insegna cosa fare e cosa non fare in una situazione del genere.

Ø  Prima regola vitale per fare un’escursione in ambienti naturali è MAI ANDARE DA SOLI; la presenza di un compagno di viaggio non solo può essere d’aiuto nel chiamare i soccorsi ma anche aiutare nella medicazione se si è infortunati.

Ø  Lasciare ad un conoscente o familiare informazioni sull’itinerario che si vuole percorrere, può essere molto utile per i soccorritori per ripercorrere il tragitto, mai e poi mai cambiare drasticamente il percorso senza comunicare prima la variazione a chi si è lasciato l’itinerario.

Ø  Essere adeguatamente preparati (mediante corsi appositi) su come affrontare un’emergenza medica in ambiente remoto, tali conoscenze possono salvare letteralmente la vita.

Ø  Se si usa uno smartphone per chiamare i soccorsi mandare un (obsoleto) SMS a qualcuno con la rimanente carica con la posizione ricavata da un tracker, tralasciando per un attimo internet, considerando anche che gli attuali sistemi di messaggistica istantanea quali Whatsapp e Telegram consentono di inviare la propria posizione sotto forma di messaggio consultabile con google maps.

Ø Altro sistema valido ed efficace è quello di inviare un SMS con le coordinate della propria posizione che possono essere recuperate comunque da google maps anche in assenza di segnale internet come viene dettagliatamente spiegato in questo video dei Vigili del Fuoco

Ø  L’equipaggiamento ha la sua importanza, avere con se l’oggetto giusto può agevolare la segnalazione della posizione, a tal proposito si segnala un piccolo elenco di oggetti che possono essere di aiuto:

  • Fischietto di emergenza bitonale da 109 dB;
  • Torcia led da almeno 1000 lm con funzione strobo e SOS morse;
  • Ricetrasmittente PMR (per chi non possiede una patente da radioamatore) o VHF/UHF (per chi è in possesso di regolare patente);
  • Tracker segnalatore di posizione GPS;
  • Smatphone con App per il soccorso e la geolocalizzazione;
  • Batterie di riserva per la torcia, ricetrasmittente e tracker;
  • Powerbank per alimentare lo smartphone;
  • Kit medico con i presidi per gestire traumi, ustioni, emorragie (il tutto previa formazione);
  • Segnalatore di posizione non elettronico (tipo pirotecnico) con relative cartucce;
  • Cibo e acqua.

Queste nozioni non sono da intendersi come dogmi assoluti ma bensì come dei consigli per evitare di incorrere in situazioni pericolose, il buon senso e la prudenza devono prevalere sullo spirito di avventura.

Autore: Alkemist

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