Le 4 Discipline del Prepardness – Prepping (Parte 5)

Si definisce Prepper (dall’inglese “to Prepare”) chi valuta la possibilità che si verifichi un particolare evento che abbia come conseguenza un radicale cambiamento della sua qualità di vita a vari livelli.

Per livelli si intende il raggio di azione dell’evento che potrebbe interessare:

  • Livello personale: la sfera privata, nucleo familiare.
  • Livello locale: comune di residenza, provincia, regione.
  • Livello nazionale: stato di appartenenza.
  • Livello mondiale.

Il prepping per definizione è quella disciplina che in base ad una analisi dei rischi come situazione sociopolitica, economica, valutazione dei rischi della propria zona, applica delle contromisure preventive per far fronte ad un evento che potrebbe causare uno stravolgimento, momentaneo o definitivo per proprio stile di vita, l’evento per tanto è calcolato in base ad una attenta analisi prima citata.

Appronta una serie di strategie, azioni e contromisure che gli permetteranno di affrontare al meglio questo cambiamento nell’eventualità si verificasse.

In parole povere è come fare un’assicurazione, non è detto che accada, ma se accade sono assicurato quindi ti prepari al cambiamento ma cercando di modificare il meno possibile il tuo stile di vita.

La lacuna del prepping? È insita nella preparazione stessa.

Se si fa prepping al 100% non si potrà mai fare bushcraft, outdoor o survival perché mentalmente si è settati all’arte del piano B.

Si potranno conoscere le tecniche, ma si troverà sempre un metodo per applicare quella meno invasiva e rivoluzionaria, è una forma mentis che diventa naturale.

Esempio:

“Organizzo un’escursione, so come accendere un fuoco con diaspro e barra di acciaio al carbonio, so come accendere il fuoco con i legnetti, ma alla fine ho sempre con me l’accendino magari waterproof.”

Il vero prepper ha sempre con se un EDC a portata di mano, ha sempre lo zaino o BOB pronta per ogni evenienza, senza mai tralasciare però la preparazione mentale, frequentando corsi di formazione di varia tipologia.

Molto difficilmente ci si troverà nella situazione di doversi costruire una casa con tronchi di legno come i veri bushcrafter, e anche se dovesse verificarsi si cercherà sempre e comunque in grado di trovare una soluzione meno dispendiosa energeticamente e più pratica.

Di solito si pensa che il prepper sia un lupo solitario, ma non è propriamente vero, magari forse nell’organizzazione individuale, in linea di massima l’aggregazione con altri prepper fa sì che si possano affrontare situazioni in cui si necessita di una preparazione su diversi campi i quali difficilmente si possono avere in un unico individuo.

Le situazioni e gli eventi a cui ci si prepara sono, come è facile intuire, prevalentemente negativi e variano a seconda di gravità, area geografica e natura.

In genere gli eventi a cui si fa riferimento sono i seguenti:

  • Eventi naturali (terremoti, alluvioni, eruzioni vulcaniche),
  • Eventi ecologici (inquinamento, moria di specie viventi, disastri nucleari),
  • Eventi economici, politici e sociali (terrorismo, crack economici, licenziamenti, rivoluzioni, guerre),
  • Eventi medico-sanitari (pandemie, epidemie)

Come detto prima, il prepper si prepara anche culturalmente e il fai da te non fa eccezioni, di fatti si può dire che è uno dei capisaldi della cultura prepper.

Saper fare una riparazione, inventarsi uno strumento necessario per quell’evenienza, sono tutte capacità che sono insite nel prepper (come non si può citare il prepper per eccellenza il famosissimo personaggio televisivo Mac Gyver).

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